ESP-IT
ESP Cuando a finales de los 90 o principios de los 2000 se hablaba de la necesidad de hacer un giro por lo que se refiere a la obtención de energía, para un beneficio en el ambiente del presente y también intentar frenar el cambio climático, yo siempre pensé que la razón de fondo que movería a los políticos a ese impulso ecológico sería la futura problemática con el petróleo. Entonces pensaba yo, también ahora lo pienso, que un día u otro se acabaría, pero antes de que eso sucediera proliferarían los conflictos por el dominio del mismo.
El problema empezaría a darse - esto lo escuché argumentar en una conferencia dada el 24 de enero de 2012, el OIL CRASH -. cuando llegara el momento en que la producción, aún siendo mucha, no podría satisfacer la demanda, momento que se estimaba para 2028. No ha llegado exactamente esa situación pero sí han llegado los conflictos que, teniendo como telón de fondo el suministro global de petróleo, están desestabilizando la paz en diferentes regiones del mundo. El tinte religioso que aportan todas las partes no hace más que empeorarlo.
Es decir, que intuía yo en aquellos impulsos ecológicos del momento, que quizás la razón más potente para llevarlos a cabo fueran las guerras en las que, interviniendo o no, afectarían nuestro pulso energético.
IT Negli anni 90, l'unica spinta verso le energie rinnovabili è venuta dai gruppi ambientalisti, in un modo, potremmo dire, un po' radicale e considerato "esagerato" da parte della popolazione.
Io pensavo che se mai i politici si attivassero in tal senso, lo farebbero per motivazioni geopolitiche o per la scarsità del petrolio greggo, che causerebbe conflitti. Ma prima di arrivare a una vera carenza - e questo lo dicevano in tanti già quindici anni fa - le guerre si scatenerebbero quando l'offerta massima fosse uguale alla domanda e, cioè, tutti vorranno energia dal sole, vento, acqua,...
Non sembra che sia il caso nell'attuale guerra, in cambio il petrolio finisce per diventare un'altra arma (geopolitica) e adesso l'Europa capisce che non si può dipendere di una fonte di energia che noi europei non controlliamo. Nessuna motivazione ambientalista.
PODI-.
Molt bona composició partint d'aquestes plaques solars tan ben arrenglerades.
RispondiEliminaCorresponen a l'aparcament que hi ha a les Piscines Picornell. Fan de teulada i placa solar.
Eliminapodi-.
Es el presente. Ya no hablo de futuros.
RispondiEliminaUn presente que toma visos de un final de algo.
Eliminapodi-.
Penso que l'energia alternativa no hauria de ser tan cara.
RispondiEliminaCrec que el sol, el vent, els bots d'aigua difícilment s'acabaran...
Aferradetes, Carles.
Tot costa diners i més a nivell particular.
Eliminapodi-.
Infatti è così. Una cosa che rimprovero ai miei concittadini è di aver votato "no" al referendum sul nucleare, di fare le barricate ogni volta che si propone di costruire una nuova centrale e nessuna città la vuole. Però l'elettricità la vogliono tutti...
RispondiEliminaIl solare e l'eolico al momento attuale purtroppo non bastano a coprire le necessità energetiche nazionali, e poi le auto elettriche sono ancora troppo piene di problemi rispetto a quelle a benzina.
Le alternative per non dipendere solo dal petrolio in Italia dovevano iniziare a crearle già trent'anni fa come hanno fatto in altri paesi (vedi in Brasile dove molte automobili funzionano col biodiesel fatto con frutta fermentata) invece hanno iniziato soltanto adesso. Ma non si può, in pochi anni, cambiare un sistema energetico nazionale.
No se porque no hemos impulsado antes la energía fotovoltaica en nuestro país, es una energía limpia y económica.
RispondiEliminaEn mi caso hace ya cinco años que la tengo, fue una buena opción.
Saludo.